Il rosone in pietra traforata della cattedrale di Troia con l'archivolto scolpito a figure di animali
Rosone della Cattedrale di Troia — Foto: Pioggia sole · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Tra le gite in giornata che si possono fare partendo da Ascoli Satriano, quella a Troia è una delle più appaganti. Il paese si raggiunge in auto attraversando la campagna della provincia di Foggia e sorge su una dorsale collinare al margine del Tavoliere, tra il torrente Celone e la valle del Cervaro. Il motivo principale per andarci ha un nome preciso: la cattedrale, con uno dei rosoni più belli dell'intera Puglia.

Una città rifondata dai Bizantini

Il luogo era abitato già in età antica: qui sorgeva Aecae, centro conosciuto dai Greci e poi dai Romani, distrutto dopo le invasioni dei secoli successivi. La Troia che vediamo oggi nasce nel 1019, quando il catapano bizantino Basilio Boioannes decise di rifondarla come avamposto fortificato e le diede il nome dell'antica città dell'Asia Minore. Da allora Troia ebbe un ruolo importante, anche come sede vescovile, e la sua cattedrale ne è la prova più evidente.

La Concattedrale di Santa Maria Assunta

La Concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta fu iniziata nel 1093 e la sua costruzione proseguì per decenni, con il sostegno decisivo del vescovo Guglielmo II. Lo stile è il romanico pugliese, con materiali in parte recuperati dall'antica Aecae. La facciata, in pietra chiara, è divisa in due ordini: in basso le arcate cieche, in alto la grande parete dominata dal rosone. Dal 1940 è monumento nazionale e nel 1958 papa Pio XII l'ha elevata a basilica minore.

Il rosone a undici raggi

Il rosone è il motivo per cui molti arrivano fin qui. È formato da undici colonnine che partono dal centro come raggi e dividono il cerchio in undici spicchi, ognuno chiuso da una lastra di pietra traforata con motivi diversi, da osservare uno per uno. Il numero undici non è casuale: gli studiosi vi leggono un significato simbolico, legato agli apostoli, e anche gli archetti che lo incorniciano rimandano al cielo e alla terra. Attorno, l'archivolto è popolato di animali e figure scolpite.

Il rosone ha resistito a più di un terremoto, tra cui quelli del 1731 e del 2002, ed è stato consolidato con un restauro nel 2005 e 2006. Il momento migliore per vederlo è il pomeriggio, quando la luce radente mette in risalto i trafori.

Le porte in bronzo di Oderisio da Benevento

Non meno importanti sono le porte bronzee realizzate da Oderisio da Benevento. Quella principale fu collocata nel 1119 ed è composta da 28 formelle, con figure, iscrizioni e due draghi che, simbolicamente, fanno la guardia al tesoro custodito all'interno. Nel 1127 lo stesso artista realizzò una seconda porta, più semplice, su un fianco della chiesa. Sono opere che raccontano anche la politica del tempo, con il vescovo che si presentava come mediatore tra la Santa Sede e i baroni normanni.

San Basilio, Palazzo D'Avalos e il Tesoro

A pochi passi dalla cattedrale merita una visita la chiesa di San Basilio Magno, dell'XI secolo, considerata la più antica del paese: piccola, a tre navate, molto raccolta. Nel centro si trova anche la chiesa di San Francesco, in stile barocco, mentre il cinquecentesco Palazzo D'Avalos ospita il Museo Civico, con reperti di età greca e romana, materiali paleocristiani e dipinti.

Da non perdere, se aperto, il Tesoro della Cattedrale, allestito nell'ex seminario vescovile. Qui sono conservati tre rotoli dell'Exultet, pergamene miniate dell'XI e XII secolo che venivano srotolate dall'ambone durante la veglia di Pasqua: le immagini erano disegnate capovolte rispetto al testo, così che i fedeli potessero vederle mentre il diacono cantava. Ne sopravvivono poche decine al mondo. Orari e aperture vanno verificati sui canali ufficiali prima di partire.

Quando andare

Troia è piacevole tutto l'anno, ma alcuni periodi hanno un fascino particolare. Nella Settimana Santa il paese vive riti molto sentiti: la mattina del Venerdì Santo si svolge la Processione delle Catene, con figuranti incappucciati con catene ai piedi che visitano le chiese più antiche del paese, una tradizione che si tramanda da secoli; la sera esce la Processione dei Misteri. A luglio si festeggiano i santi patroni. Date e programmi vanno verificati di anno in anno sui canali del Comune.

Consigli per la gita

  • Partite in mattinata da Ascoli Satriano in auto: lasciate il parcheggio gratuito della piazza e rientrate con calma nel pomeriggio.
  • Dedicate almeno un'ora alla cattedrale, tra esterno e interno: il rosone e le porte meritano tempo.
  • Abbinate la visita a una passeggiata lungo il corso principale e a una sosta a San Basilio.
  • Se viaggiate fuori stagione, controllate in anticipo l'apertura del Tesoro e del Museo Civico.

Alla sera, tornati in piazza a Dimora Le Volte & La Pietra, sotto volte di mattoni e pietra non molto diverse da quelle viste durante il giorno, la gita a Troia lascia l'impressione di aver attraversato quasi mille anni di storia in poche ore.

Dormire nel cuore di Ascoli Satriano

Dimora Le Volte & La Pietra: due monolocali con volte a crociera in mattoni e pietra a vista, in Piazza San Francesco d’Assisi.