Chi soggiorna da Dimora Le Volte & La Pietra ha davanti alle finestre la Chiesa di San Potito Martire, in Piazza San Francesco d'Assisi. Non è un caso che il nome ritorni così spesso ad Ascoli Satriano: San Potito è il patrono principale della città e della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, e la sua festa è il momento in cui il paese si riconosce e si ritrova. Si celebra due volte l'anno, in pieno inverno e in piena estate, con due atmosfere molto diverse.
Chi era San Potito
Secondo la tradizione Potito era un giovane convertito al cristianesimo, martirizzato nel II secolo, al tempo dell'imperatore Antonino Pio. La sua passio racconta prodigi che gli storici considerano leggendari: la liberazione dal demonio della figlia dell'imperatore, i leoni che si accucciano ai suoi piedi, l'olio bollente da cui esce illeso, infine la decapitazione. I manoscritti più antichi collocano il martirio in Puglia e diversi studiosi indicano proprio il territorio di Ascoli Satriano.
Al santo è legata anche una storia che gli ascolani conoscono bene: un mulattiere di Tricarico, il cui asino era sprofondato nella mefite, una zona di esalazioni naturali nelle campagne, invocò San Potito; tornato sul posto, trovò il corpo intatto di un ragazzo, riconosciuto come quello del martire. Da allora quel luogo è meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti di Ascoli. Le reliquie principali sono oggi a Tricarico, in Basilicata, di cui Potito è anch'egli patrono.
Il busto d'argento
Il cuore della devozione ascolana è il busto d'argento del santo, che contiene una reliquia, un'ulna. Raffigura Potito giovane, con la palma del martirio in mano. Durante la processione è circondato da luci e candele, e una tradizione documentata da chi ha studiato la festa vuole che i fedeli appuntino offerte sul manto che gli viene posto intorno al collo, come ringraziamento per una grazia ricevuta o come richiesta.
La festa di gennaio
La memoria liturgica di San Potito cade il 14 gennaio. È la festa più antica e raccolta, quella del calendario religioso, vissuta soprattutto dalla comunità del paese nei giorni freddi dell'inverno dauno. Alle celebrazioni in chiesa si affianca il rito popolare più riconoscibile, quello del ciuccio, di cui parliamo più sotto.
I festeggiamenti di agosto
La festa più grande e frequentata è quella estiva, che di solito si svolge tra il 18 e il 20 agosto. Gli antropologi che hanno studiato Ascoli Satriano spiegano bene il perché di questo raddoppio: d'estate tornano in paese molti emigrati con le loro famiglie, e la festa patronale diventa l'occasione per ritrovarsi tutti insieme. Il busto del santo viene portato in processione per le strade del centro storico, accompagnato da fedeli e confraternite.
Accanto alla parte religiosa c'è quella civile, che negli anni è cresciuta molto: concerti della banda, spettacoli in piazza, fuochi d'artificio, e una serata finale di musica che richiama gente anche dai paesi vicini. Una parte dei costi, secondo una consuetudine antica, viene coperta con la raccolta casa per casa fatta dal comitato della festa.
Il ciuccio di San Potito
Il momento più atteso è il ciuccio: al termine della processione, nella piazza della cattedrale, un fantoccio a forma di asino montato su un carrello viene acceso e spinto in mezzo alla folla tra scintille, fumo e scoppi di mortaretti, finché non brucia del tutto. È un rito che richiama il legame tra il santo e l'asino della tradizione popolare, e che grandi e piccoli seguono con lo stesso entusiasmo. Chi lo vede per la prima volta resta colpito dalla rumorosa allegria con cui il paese saluta il suo patrono.
Altri luoghi di San Potito in paese
Passeggiando per Ascoli Satriano si incontrano altri segni di questa devozione. La Chiesa di San Potito Martire, in piazza, risale al Seicento e custodisce un coro ligneo barocco del 1643; tra le sue pietre è inciso anche un esempio del celebre quadrato del Sator. Il rione di San Potito è il più popoloso dei cinque rioni del paese, e la Porta di Sant'Antonio Abate è chiamata in dialetto Arco di San Potito, perché sulla sua terrazza era posta una statua lignea del patrono.
Vivere la festa da vicino
Dormire in Piazza San Francesco d'Assisi, nel centro storico, significa avere la festa a pochi passi: si esce a piedi per la processione, si segue il ciuccio, si rientra senza pensare all'auto, che resta nel parcheggio gratuito della piazza. Nei giorni di agosto l'aria condizionata dei monolocali è un piccolo lusso, e la cucina attrezzata permette di organizzarsi con calma tra un appuntamento e l'altro. Il check-in è dalle 15:00, con accoglienza di persona.
Date, orari della processione e programma dei festeggiamenti cambiano di anno in anno: vanno verificati sui canali ufficiali del Comune di Ascoli Satriano e della parrocchia.
Dormire nel cuore di Ascoli Satriano
Dimora Le Volte & La Pietra: due monolocali con volte a crociera in mattoni e pietra a vista, in Piazza San Francesco d’Assisi.